Comprare il certificato di codificazione da alcolismo con la stampa

AIUTARE un ALCOLISTA? - 7 PASSAGGI per chi vuole aiutare.

La sindrome di astinenza a rifiuto di fumo come agevolare

Premessa 3 Mario Colucci Fabrizio, con una zeta. Per una critica della ragione diagnostica 5 Benedetto Saraceno, Giovanna Gallio Diagnosi, "common language" e sistemi di valutazione nelle politiche di salute mentale 21 Pierangelo Di Vittorio Malati di perfezione.

Dalla battaglia degli omosessuali alla lotta dei veterani Vittorio Lingiardi Dare un senso alla diagnosi Franois Gonon La psichiatria biologica: una bolla speculativa? Nota storica su un'epoca della diagnostica psichiatrica Fulvio Marone Soggetti, protocolli e tigri di carta Antonello Sciacchitano La diagnosi statistica Francesco Stoppa Un sintomo smarrito. A proposito della diagnosi borderline Agamben, H.

Bahr, R Bodei, L. Boella, S. Borutti, J. Buder, M. Cacciari, A. Cavarero, R De Biasi, G. Drfles, M. Ferraris, U. Galimberti, P. Gambazzi, S. Givone, A. Heller, F. JuUien, J. Nancy, A. Prete, M. Serres, G. Spivak, G. Vattimo, M. Vegetti, P. Veyne, V. Vitiello, S. L'Editore garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagH abbonati e la possibilit di richiedere gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo a: Picomax s. Da molti anni comprare il certificato di codificazione da alcolismo con la stampa nostra rivista indaga sulle implicazioni della malattia mentale con varie direttrici di ricerca: recenti sono le incursioni sulla Storia della follia di Foucault e sui suoi effetti, ma anche sul diffondersi del paradigma della "medicalizzazione" come paradigma di controllo esteso all'intera societ D compito di assumersi criticamente una parte almeno della eredit della "rivoluzione" realiz- zata a Trieste da Franco Basaglia appartiene in modo esplicito, da pi di vent'anni, al lavoro del gruppo di "aut aut".

Sono in gioco i diritti non solo dei soggetti penalizzati dallo stigma della malattia mentale, per i quali la chiusura dei manicomi con la legge del stata insieme un evento epocale e la data d'inizio di una battaglia culturale tuttora in pieno svolgimento, ma i diritti di ogni soggetto, di chiunque viva e agisca nella societ disciplinare di oggi.

La questione della "diagnosi in psichiatria" per noi un formida- bile detonatore. L uscita negli Stati Uniti della quinta edizione del pi diffuso manuale diagnostico internazionale DSM-5 viene qui presa a spunto per un'operazione di verifica critica attraverso una quantit di approfondimenti: storico-genealogici, di analisi comparativa tra le culture, di sondaggio sullo stato di salute della psichiatria dominante, di nuovi dispositivi istituzionali, di valutazione delle buone pratiche e dell'oblio che su di-esse caduto, di apertura ad altri saperi come la psicoanaHsi.

Ci siamo serviti di esperienze e competenze diverse per ten- tare di disegnare un quadro certo non esauriente ma almeno utile - cos aut aut,Naturalmente abbiamo anche dedicato spazio adeguato alle implicazioni, al senso e alle trasformazioni interne del suddetto manuale il DSM, nato nelche resta, a ogni effetto, un sintomo comprare il certificato di codificazione da alcolismo con la stampa significativo dell'intero problema. Nel laboratorio di fatti e di idee, che qui proponiamo al lettore nella speranza che si produca un dibattito ulteriore di opinioni, prevale con nettezza la nota critica, e pi precisamente un disagio culturale commisto talora a una sensazione di emergenza non rimandabile.

Insomma, comprare il certificato di codificazione da alcolismo con la stampa tira una bella aria ed un vento che riguarda tutti, non solo la psichia- tria: tutti noi siamo oggi esposti al rischio di una politica delle diagnosi, sempre pi allargate e sempre pi precoci. Ringraziamo quanti hanno voluto dare il loro contributo di idee al nostro laboratorio che resta ovviamente aperto. Non c' bisogno di spiegare perch tutto comprare il certificato di codificazione da alcolismo con la stampa abbia a che fare con il modo in cui "aut aut" comprare il certificato di codificazione da alcolismo con la stampa il lavoro filosofico e il "coraggio" o il rischio richiesto da tale lavoro.

Un ringraziamento va soprattutto a Mario Colucci che ha cura- to questo difficile e spinoso fascicolo di cui ci auguriamo, a breve, un seguito. Un caff con Fabrizio Fabrizio aveva trent'anni o poco pi: alto, bruno, con i primi capelli bian- chi, gli occhi neri penetranti e una barba che faceva da cornice a un volto smagrito. Era legato al letto. Passava cos gran parte delle sue giornate, attaccato al letto di comprare il certificato di codificazione da alcolismo con la stampa Servizio psichiatrico di diagnosi e cura.

Quando Tho incontrato ero all'inizio della mia carriera di psichiatra in un Centro di salute mentale. I miei primi turni di guardia nel reparto ospedaliero mi riempivano di dubbi e domande assillanti: perch Fabrizio doveva stare legato al letto? Si parlava di lui come di un paziente ingestibile, che passava facilmente alle mani aggredendo gli operatori e che non era possibile sedare con nessun farmaco.

E poi - mi veniva detto - lui che chiede di essere legato. C'era un giardino fuori del reparto, il parco dell'ospedale civile, vasto e trafficato. Perch non si tentava di fare altro con Fabrizio? Perch non lo si accompagnava fuori per una passeggiata? Facevo domande ingenue.

Un collega, che lavorava l gi da qudche tempo, mi rispose spazientito: "Perch schizzofrenico, Colucci! Figlio di schizzofrenica e frateUo. La risposta mi arriv come uno schiaffo, in modo che restassi senza replica, o meglio senza ulteriori sciocche domande.

A distanza di anni, se penso oggi al tema della diagnosi in psichiatria, mi torna in mente la violenza di quella pronuncia distorta, di quelle due zeta ripetute tre volte, quasi dovessero rinforzare la potenza di una parola medica che non ammetteva critiche o voli di fantasia, ma ribadiva soltanto la realt grezza del male e di un destino familiare ineluttabile. Sono rammarica- to, avrei potuto sottolineare con sarcasmo la perfidia di quella doppia zeta che aveva trasformato il mistero di una mente divisa nello scoppio liquido di una follia senza controllo.

Ma non ci riuscii. Pian piano incominciammo a fidarci Tuno dell'altro. Un giorno gli chiesi se voleva uscire e venire con me al bar dell'ospedale. Fabrizio accett. Non nascondo che ero inquieto, poteva succedere di tutto, che tentasse di andar via una volta fuori del reparto.

Ma bisognava avere fi- ducia altrimenti non cambiava nulla. Fabrizio non usciva da tanto tempo. Un infermiere mi chiese allarmato dove stessimo andando. A prendere un caff, gli risposi, curioso del suo sbalordimento. Gli chiesi se voleva accompagnarci, ma rifiut. In quel momento fui contento di avere le chiavi della porta del reparto. And bene: arrivati al bar, Fabrizio, quello "ingestibile e aggressivo", si mise pazientemente in fila alla cassa per pagare la sua ordinazione.

Tornammo indietro dopo ima passeggiata nel parco durante la quale Fabrizio non cess di esplorare tutto con uno sguardo avido del mondo. Il giorno dopo seppi che quando me ne fui andato a fine turno, Fabrizio era stato di nuovo legato al letto. Solita giustificazione: lui che lo chiede. D'altronde si sa, schizzofrenico! Il fascino deirassoluto Qualcuno obietter che questo racconto potrebbe risultare fuorviante, perch insinuerebbe che la diagnosi sia qualcosa di diabolico e che ci siano altres operatori "volenterosi" che riescono a metterla tra parentesi, facendosi comprare il certificato di codificazione da alcolismo con la stampa di pratiche di liberazione.

Ma questi operatori, che sembrano non prestare attenzione alla clinica e alle nosografie - questo il comprare il certificato di codificazione da alcolismo con la stampa dell'obiezione - fanno davvero un buon lavoro? Contro l'espe- rienza italiana della deistituzionalizzazione, quella inaugurata da Franco Basaglia per intenderci, tale giudizio svalutante ha risuonato spesso: sono pratiche di buona volont, ma pretenziose e scientificamente retrive.

Quello che non viene detto che nella pratica tutti indistintamente fanno diagnosi. Come potrebbe essere altrimenti? Anche "quelli delle pratiche" non possono certo sottrarsi a un inquadramento nosografico; semmai ci sarebbe da domandarsi, da parte di "quelli che fanno scien- za", come questo venga concretamente costruito, attraverso quali codici nella realt quotidiana dell'incontro clinico e con quanta consapevolezza che in ogni caso nella loro operazione diagnostica mescoleranno, a dosi differenti, pretesi fatti con misconosciute opinioni.

Nel caso di Fabrizio, comprare il certificato di codificazione da alcolismo con la stampa mettevo in dubbio il fatto che egli fosse am- malato di schizofrenia. Conoscevo bene la gravit della sua condizione e i tentativi messi in campo per affrontarla. Il problema era che questo fatto, la diagnosi di schizofrenia, diventava nella pratica un'opinione differente e contrapposta: da im lato, Fabrizio era pericoloso, ingestibile, destinato all'isolamento e alla contenzione; dall'altro, Fabrizio poteva andare al bar a bere un caff e restare fra la gente.

Il problema, per, era che la prima opinione pesava di pi della seconda, perch faceva funzionare il fatto della schizofrenia come un argomento perentorio e non discutibile. Si dir: un caso singolare, di violenza istituzionale, che non fa la regola.

Ma su questo ci sarebbe molto da discutere, perch la situazione descritta non affatto particolare n inusuale, se si considera la condizione carceraria di gran parte dei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura italiani. Credo che si debba partire da un altro punto, dalla storia stessa della psichiatria, nella quale inscritta la pretesa di far funzionare la diagnosi come un dato assoluto, un giudizio definitivo, quasi per ribadire l'evi- denza del fatto inoppugnabile della malattia contro il caos delle opinio- ni: assillo antico che nasce dll'eterna insoddisfazione per uno statuto scientifico che non si vede riconosciuto.

Foucault, Il potere psichiatrico. Corso al Collge de France,edizione stabilita da J. Lagrange, trad, di M. Bertani, Feltrinelli, Milanopp. In altri termini, non potendo disporre del nuovo modello dell'anatomia pato- logica, la psichiatria ha dovuto rifarsi a quello precedente della "crisi", intesa come il momento in cui la vera natura della malattia si sarebbe manifestata in ospedale e in presenza del medico.

Non vale la prova di verit in cui l'evento morboso constatato sul corpo, ma bisogna,allestire una sorta di prova di realt, una cornice, una scena di affrontamelo tra un paziente che arriva e un medico che lo scruta, in cui letteralmente "far esistere" la malattia, ritrascrivendo come segni patologici quelle che sono state le cause e le circostanze che hanno portato alla richiesta di valutazione psichiatrica o all'internamento.

Si tratta di "far esistere i motivi della domanda come sintomi di malattia" I luoghi, le circostanze, le modalit, gli scopi, gli interessi che girano intorno al comportamento del malato e costruiscono l'epifania della sua malattia, fanno funzionare questa scena istituzionale come prova di realt, ossia come esercizio che produce la malattia nella sua realt e ne traduce l'esistenza in un sapere medico. Il problema principale non comprare il certificato di codificazione da alcolismo con la stampa tanto di arrivare a una diagnosi diffe- renziale, quanto a una diagnosi assoluta, cio non tanto di distinguere tra forme diverse di follia, quanto di stabilire con sicurezza se ci fosse follia 2.

Ivi, p. Su questo punto mi permetto di rinviare al mio articolo Scienza del pericolo, clinica del deficit: note sulla medicalizzazione in psichiatria, "aut aut", , pp. Sulla doppia vocazione della psichiatria si rinvia all'articolo di Pierangelo Di Vittorio pubblicato in questo fascicolo.

Di Vittorio, Togliersi la corona. Foucault e Basaglia, storia di una ricezione "minore", "aut aut", , pp. La diagnosi assoluta ha sempre rivestito un ruolo primario e determinante, in quanto necessaria per convalidare tutto il percorso che fin l aveva condotto la persona di fronte allo psichiatra e tutto quello che da l si apriva all'interno dell'istituzione; al contrario, la diagnosi differenziale, pur con le sue finezze classificatorie, non ha avuto, con buona pace di Kraepelin, che un'importanza secondaria, comunque non sempre e non direttamente influente sulla scelta del destino istituziona- le.